Concorso nazionale di scrittura per gli alunni del triennio della scuola secondaria di II grado
Si può insegnare oggi a scrivere bene e, contemporaneamente, ad amare la lettura con i tradizionali metodi impositivi? La pagina che non c’era è un concorso nazionale di lettura e scrittura, che si propone di rispondere in modo nuovo a questa domanda e di superare la consueta diffidenza dei ragazzi nei confronti dell’atto della lettura. L’approccio è quello di un gioco letterario che possa coniugare la creatività con il rispetto di consegne precise, l’invenzione con l’autoriflessività linguistica e meta-linguistica.
Il concorso prevede che gli studenti leggano i romanzi di quattro autori contemporanei, scelgano il “libro preferito” e aggiungano una pagina, quella che non c’era, in un punto qualsiasi del testo scelto, imitando lo stile dello scrittore e mimetizzandosi nella sua opera. Fondamento metodologico di questo tipo di consegna è la convinzione che gli studenti siano in grado di elaborare efficaci tecniche di scrittura a partire dall’ esperienza empirica della lettura, e non solo applicando regole teoriche.
L’esperimento è inoltre finalizzato ad avere un’immediata ricaduta pratica sulla didattica dell’italiano: alla dimensione ludica della gara di scrittura, infatti, si accompagneranno momenti di riflessione teorica e di dibattito sulle diverse modalità e possibilità dell’educazione linguistica, allo scopo di elaborare nuove metodologie di insegnamento.
Nell’ambito del Festival “La pagina che non c’era”: Scrittori fra i banchi, sono previste due sezioni; nella prima si terrà il consueto incontro con gli autori, che presenteranno i loro libri ai concorrenti e dialogheranno direttamente con loro sui punti di maggiore interesse. Nella seconda sezione si proporranno attività seminariali sulle tecniche di scrittura.
Scrittori, docenti e studenti avranno la possibilità di mettere in comune opinioni e impressioni sul sito www.lapaginachenoncera.it, in cui confluirà anche tutta la documentazione relativa alle attività svolte.

